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Nauplio (biologia)
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Il mwcanauplio (o mwcqnauplius) è il primo stadio mwcglarvale dei mwcwcrostacei.

Contents

Note

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Anatomia

Il corpo del nauplius è suddiviso nelle seguenti parti:

• La mweqtesta
• Il mwewtelson
• Tre paia di appendici, che nell'individuo adulto diventeranno le antennule, le antenne e le mandibole.

Il torace e l'addome non sono sviluppati nella larva nauplio. Possiede una forma vagamente a mwfgpera e tre paia di appendici del mwfwcephalon: antennule, mwgaantenne e mwgqmandibole, con le quali nuotacite-ref-dorit-1-0[1]. Le prime sono sempre composte da un solo ramo, mentre le altre possono essere biramose. Ha un labbro che occulta la bocca ed un occhio semplice mediano (mwhgocchio naupliare), sovente assente in fasi di sviluppo successive, anche se alcuni gruppi però lo mantengono, come nel caso dei mwhwnotostracicite-ref-dorit-1-1[1].

L'aspetto del nauplio varia a seconda dei vari gruppi di crostacei, ad esempio nei cirripedi sono presenti uno scudo dorsale di forma subtriangolare, due vistose corna frontali e alcune spine dorsali e ventrali mentre nei Facetotecta il carapace dorsale ha un aspetto sfaccettato. Il nauplio dei Copepoda può essere considerato il paradigma del nauplio "tipico"cite-ref-0-2-0[2].

Sviluppo

La larva passa attraverso una serie di mwmgmute durante la crescita; man mano che si sviluppa, si aggiungono segmenti fra le mandibole e la regione terminale del corpo, il telson. Questi stadi vengono denominati usando un mwmwnumero romano per indicare ogni fase a partire dalla più giovane: nauplio I (o NI), nauplio II, nauplio III, nauplio IV, ecc... L'ultimo stadio prima della mwnametamorfosi (di solito il nauplio VI) prende il nome di mwnqmetanaupliocite-ref-0-2-1[2].

In molti gruppi di crostacei la larva nauplio effettua i vari stadi di sviluppo nell'uovo o nel marsupio materno (come nei mwowCladoceri) da cui emerge una larva matura o addirittura un giovane esemplare già simile all'adulto. Tra i crostacei che hanno uno stadio di nauplio libero possiamo citare i mwpaCirripedi, i mwpqFacetotecta, i mwpgCopepodi e gli mwpwAnostraci mentre nei comuni mwqaDecapodi (comprendenti granchi e gamberetti) il nauplio è presente solo nelle famiglie più primitive come i mwqqPenaeidae e i mwqgSergestidae mentre nelle altre dall'uovo si schiude una mwqwzoea o un giovanile simile all'adultocite-ref-riedl-3-0[3].

Negli mwsqEufasiacei, la mutazione è lunga e passa attraverso ulteriori stadi dopo quello di metanauplio: l'addome infatti continua a segmentarsi, passando in tre fasi di mwsgcalyptopis e poi in stadi di mwswfurcilia, durante i quali si sviluppano gli occhi peduncolati e i mwtapleiopodi (piedi addominali) in individui che già somigliano all'adulto. Lo stadio adulto viene raggiunto dopo almeno sei stadi di furcilia, come nel krill antartico (mwtqmwtgEuphausia superba)cite-ref-4[4].

Biologia

Il nauplio può avere alimentazione autonoma, di solito basata su plancton di taglia molto piccola o su detrito (nauplio mwvqplanctotrofico), oppure riassorbire solamente le sostanze di riserva già contenute nell'uovo (nauplio mwvglecitotrofico). Nei cirripedi, ad esempio, esistono sia specie con naupli planctotrofici che altre con naupli lecitotroficicite-ref-5[5].

Importanza economica ed ecologica

Le larve nauplius sono un elemento importante della catena alimentare marina. Prodotte in abbondanza dai crostacei mwxqCopepoda e mwxgCirripedia (principalmente dai mwxwbalani), costituiscono un'importante parte del mwyameroplancton della acqua costiere in primavera (lo zooplancton temporaneo formato soprattutto da larve, appunto). Contribuiscono significativamente al consumo del mwyqfitoplancton e sono a loro volta fonte di nutrimento per gli organismi microfagi.

In mwywacquacoltura, le larve nauplio ottenute da uova di mwzamwzqArtemia salina sono un alimento insostituibile per nutrire altre larve di crostacei e di pesci. Sono anche molto usate in mwzgacquariofilia.

Origine del nome

Il nome mwaqNauplius è stato pubblicato postumo nel 1785 da mwagOtto Friedrich Müller come mwawgenere per un tipo di animale di cui non si sapeva all'epoca che fossero larve di mwbacopepodi.

Note

cite-note-dorit-11. mwdqDorit R., Walker W., Barnes R. Zoologia, mwdg2001, Bologna, Zanichelli.
cite-note-0-22. mwfa(mwfqmwfgEN) Conway D.V.P., mwfwmwgaMarine zooplankton of southern Britain. Part 2: Arachnida, Pycnogonida, Cladocera, Facetotecta, Cirripedia and Copepoda.mwgw, vol.mwiw 25, Plymouth, United Kingdom, A.W.G. John (ed.). Occasional Publications. Marine Biological Association of the United Kingdom, 2012, p.mwja 138. mwjqURL consultato il 13 luglio 2015.
cite-note-riedl-33. mwkgRupert Riedl, mwkwFauna e flora del Mediterraneo, Padova, Franco Muzzio & C. Editore, 1991.
cite-note-44. mwlwmwmaAvancini et al.,mwmq p. 209.
cite-note-55. citerefavancini-et-alAvancini M., Cicero A. M., Di Girolamo I., Innamorati M., Magaletti E. e Sertorio Zunini T., mwnqGuida al riconoscimento del plancton dei mari italiani - Vol. II Zooplancton neritico, Roma, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio - ICRAM, 2006. - Scaricabile gratuitamente da mwnwqui.

Voci correlate

• mwowCrostacei
• mwpqCypris

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul nauplio

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) nauplius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.